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Il quadrante Basso/Sinistra (l’interiorità del collettivo):

 

come avviene che i vari contesti intersoggettivi, etici, linguistici e culturali modellino la coscienza e gli stati alterati? I postmodernisti e i costruttivisti hanno dimostrato, correttamente a parer mio, il ruolo fondamentale giocato da retroterra culturale e dai contesti intersoggettivi nel plasmare la coscienza individuale (Wilber, 1995, 1998). Ma molti postmodernisti hanno spinto questa intuizione verso limiti estremi e assurdi, sostenendo la posizione autocontraddittoria che i contesti culturali creano tutti gli stati. Invece di ridurre la coscienza al linguaggio del “ciò”, cercano di ridurre l’insieme della coscienza al linguaggio del “noi”. Tutte le realtà, incluse quelle della scienza oggettiva, vengono considerate delle semplici costruzioni culturali. Al contrario, la ricerca mostra in modo inequivocabile che vi sono numerosi aspetti quasi-universali in molte realtà umane, inclusi molti stati alterati (per esempio, tutti gli esseri umani sani mostrano modelli simili di onde cerebrali nel sonno REM e nel sonno profondo senza sogni). Nondimeno, questi modelli ricevono, di fatto, alcuni dei loro contenuti e sono plasmati in modo significativo dai contesti culturali, e questo forma, di conseguenza, una parte importante di un’analisi più integrale (Wilber, 1995, 1998, 2000b, 2001).

 

 (Circa la natura dell’intersoggettività e le ragioni per cui non può essere ridotta allo scambio di significanti linguistici, vedi la nota 23:

Tecnicamente, “noi” è la prima persona plurale e “tu/voi” è la seconda persona. Ma io includo  la prima persona plurale “noi” e la seconda persona “tu/voi” come facenti parte entrambi del quadrante Basso/Sinistra, a cui mi riferisco in generale come “noi”. La ragione per cui faccio questo è che non esiste una seconda persona plurale in inglese (per questo gli americani del sud dicono “you all” e quelli del nord “you, guys”). In altri termini, quando si tratta il “noi” con rispetto, esso include implicitamente una relazione io/tu (non posso veramente comprendere te a meno che NOI non condividiamo un insieme di percezioni comuni). Ma si postula che il quadrante Basso/Sinistra e Alto/Sinistra esistano per tutti i livelli “verso il basso” della serie evolutiva; cioè, questo è una sorta di panpsichismo modificato (“pan-interiorità”), che sembra essere l’unico modello capace di esprimere fedelmente questo “schema generale” ( vedi Appendice B; vedi anche Wilber, 2000b). Questo implica che l’intersoggettivà concerne tutta la serie evolutiva “verso il basso” e che gli esseri umani, in quanto “individui composti”, contengono anche tutte le forme pre-umane di intersoggettività. Quindi, negli esseri umani, l’intersoggettività non si costituisce soltanto attraverso lo scambio di significanti linguistici, anche se questa è la nozione comunemente accettata. Al contrario, gli esseri umani contengono un’intersoggettività prelinguistica (costituita, per esempio, dalla compresenza emozionale o preriflessiva con e in relazione all’altro); un’intersoggettività linguistica (costituita da un’intersoggettività la cui esteriorità è data dai significanti linguistici, ma che non può essere ridotta a quei significanti); e un’intersoggettività translinguistica (costituita dalla semplice presenza della Presenza, o Spirito non duale). In breve, l’intersoggettività è costituita a tutti i livelli da una risonanza interiore di quegli elementi presenti a ogni livello, una risonanza che sembra estendersi lungo l’intero spettro della coscienza, dal prelinguistico, al linguistico e al translinguistico. La critica secondo cui io limiterei l’intersoggettività allo scambio di significanti linguistici è davvero fuori luogo (vedi Sex, Ecology, Spirituality, seconda edizione riveduta).)


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